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Bambini digitali: evoluzione o degenerazione

pubblicato 22 apr 2018, 14:23 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 22 apr 2018, 14:23 ]

Bambini digitali: evoluzione o degenerazione


“Il modo migliore per avere una buona idea è avere tante, tante idee"



Quanti di voi lasciano i loro figli totalmente immersi nelle nuove tecnologie digitali?

Qualche giorno fa il programma su RAI3 , NEMO (pubblicato anche su youtube) ha mostrato come alcuni genitori "educhino" i propri figli all'uso delle nuove piattaforme digitali (youtube, facebook, tab, cellulari, etc).
Un membro del nostro Gruppo, Linda Lucia Martini, educatrice di bambini da oltre sei anni, risponde a chi lascia che i propri figli vengano "tirati su" dalle nuove tecnologie, figlie del business, e non da un'educazione familiare, frutto dell'amore dei genitori.


"si nostra figlia ha un canale YouTube, ha la sua pagina Facebook, ha il suo profilo su Instagram e Twitter e adesso anche Google plus!"
"l'unico modo per avere pace in casa è dargli i tablet"
"i miei figli hanno entrambi un canale YouTube.. Si a loro gli compro i libri, ma ci sono cose e cose"
Queste sono alcune delle frasi dette dai genitori in questo video che mi hanno letteralmente lasciata a bocca aperta!
Ebbene si.. Parliamo dei famosi "nativi digitali", ovvero di bambini che,già da piccolissimi, sono in grado di maneggiare le tecnologie.. a volte meglio degli adulti.
Quando vedo video del genere mi pongo solo una domanda: "ma come cavolo si sta evolvendo l'umanità?" 
Non sono una di quelle persone che si oppone al progresso tecnologico, ma al suo abuso! 
E in questo video traspare chiaramente l'uso eccessivo di questi supporti informatici. 
Quello che ancora più mi spaventa è il completo assenso da parte di questo tipo di genitori, che purtroppo stanno diventando la maggioranza assoluta. 
Genitori che vedono un piccolo comodo profitto, un modo per dare importanza ai propri figli cercando di renderli in qualche modo delle piccole star della rete. Si ma... I rischi? E la privacy? E le persone poco affidabili che ci sono in rete?
Ma vaaaa! Vedi Linda sei sempre la solita pessimista! Internet è sicuro, il deep e dark web sono solo leggende metropolitane e gli hacker colpiscono solo la CIA e le grandi aziende! 
Mi ha fatto una tristezza infinita sentire quei bambini nel video in cui alla domanda "ma tu esci a giocare in cortile con gli amici?" hanno risposto "no io gioco solo in camera mia". 
Ma come è possibile che una bambina sia così dipendente (quasi intrappolata) dal nucleo familiare? Come è possibile che non voglia giocare con altre coetanee? Come è possibile che non senta l'esigenza di avere degli amici? Come è possibile che un bambino abbia come unico interesse verificare il numero degli iscritti al suo canale e di sentirsi gratificato con i "likes"? 
Io non ho figli e a dir la verità ci sto pensando su se averne o meno proprio per la paura di cadere anche io questo genere di tranelli per avere "la situazione sotto controllo".. Ma sono un'educatrice che lavora da 6 anni con i bambini e posso dire, dal mio punto di vista, cosa sto osservando in queste nuove generazioni. 
Vedo bambini che sono in grado di sbloccare con facilità il telefono dei genitori e guardare i loro video preferiti su YouTube, ma non sono in grado di parlare o di vestirsi da soli. 
Vedo bambini in grado di camminare, perennemente incastrati nei loro passeggini perché così si può raggiungere in fretta il supermercato e fare veloce la spesa. 
Vedo bambini che ottengono tutto ciò che vogliono, ma non ciò di cui hanno realmente bisogno.
Vedo genitori perennemente insicuri e che non sono in grado di dare i giusti limiti ai propri figli. 
Vedo genitori che non sono in grado di guidare il sangue del loro sangue e senza nemmeno rendersi conto "chiedono" ai figli di essere indirizzati, accollandogli così una responsabilità più grande delle loro capacità. 
Vedo genitori che vogliono essere a tutti i costi gli amici dei loro figli, privando così i bambini di una vera figura di riferimento. 
Vedo genitori che regalano al figlio di 3 anni un tablet (non ce l'ho io che ho 30 anni!!ma vabbè, forse sarà perché sono un dinosauro o perché non saprei davvero che farmene) perché così il bambino si intrattiene da solo senza che l'adulto debba per forza stargli dietro. 
Insomma.. Vedo bambini lasciati a loro stessi e genitori che non hanno il tempo o la voglia di star davvero dietro ai loro figli..
Con questo non dico che bisogna per forza giocare con lui e intrattenerlo tutto il santo tempo. 
Star davvero dietro ai bambini vuol dire avere la pazienza di aspettare anche 20 minuti affinché il bambino si sia vestito da solo. 
Vuol dire metterci un po' di più a raggiungere il supermercato e fare la spesa lasciando camminare il proprio figlio con le sue gambe. 
Vuol dire andare per un paio di ore nel bosco a raccogliere le foglie e i bastoni e usarli per fare una qualche composizione con diversi materiali. 
Vuol dire fare il possibile affinché i figli sappiano stare all'interno del loro contesto sociale, costruendosi delle amicizie e comprendendone il loro valore senza isolarsi in una stanza; considerando "amicizia" solo un contatto sui social network o likes ricevuti per una foto. 
Vuol dire che quando il figlio inizia a urlare e a strillare perché vuole a tutti i costi l'ovetto Kinder e il genitore ritiene che per quel giorno il bambino abbia mangiato abbastanza cioccolata, l'adulto sia in grado di mantenere la sua posizione senza "no..forse..non lo so.. E vabbè tieni almeno stai calmo! ". 
Io non penso che bisogna vietare del tutto le tecnologie perché lo sviluppo tecnologico è in continua crescita ed è utopia pensare di lasciare i bambini fuori da questo contesto. 
Ma bisogna valutare soprattutto l'età del bambino e dare permessi e
Divieti con gradualità!

Primo è necessario che il bambino sia in grado di fare le cose più importanti per raggiungere una certa autonomia (camminare, parlare, vestirsi, saper riconoscere e gestire le proprie emozioni e stati fisici ecc.) e poi si può iniziare ad introdurre il Tablet e cose varie! 
Caro genitore che stai leggendo... Lo so che lavori tanto e molte volte torni a casa dal lavoro stanco e vorresti goderti la tua pace.. Ma avere bambini non è sempre rose e fiori anzi.. È un mestiere davvero tosto! 

Però ti chiedo un paio di cose.. 
Non usare queste tecnologie per avere un baby-sitter comodo e gratuito. 
Non lasciarlo da solo connesso alla rete! Internet è pieno di trappole e pericoli ben nascosti. Prenditi un po' più di tempo e cerca di capire di cosa ha realmente bisogno tuo figlio. 
Un'ultima cosa.. Non vedere le educatrici di tuo figlio come delle streghe cattive! È vero.. Purtroppo anche nel nostro ambito ci sono le "mele marce", ma fidati che la maggior parte crede fortemente nel lavoro che fa, anzi.. La vede più come una missione! 
Nei colloqui con le maestre cerca di accettare le "critiche" in modo costruttivo. 
Se una educatrice pensa che tuo figlio abbia un problema nel suo sviluppo, non metterti le fette di salame sugli occhi sperando che in futuro tutto si sistemerà da solo. Agisci e fai in modo di verificare se ci sono davvero delle difficoltà! 
Noi educatrici ce la mettiamo davvero tutta per far crescere bene i bambini nei nostri gruppi e vederli felici, ma ci stiamo rendendo conto che c'è qualcosa che non va in queste nuove generazioni e che non riusciamo a gestire certe situazioni. 
Caro genitore che stai leggendo, abbiamo bisogno della tua cooperazione senza delegare a noi tutto il lavoro educativo per far crescere in modo sano e costruttivo tuo figlio! 

Con affetto,
Una educatrice


Elezioni del 4 Marzo in Italia: come si vota all'estero

pubblicato 15 feb 2018, 05:32 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 20 feb 2018, 02:47 ]

Elezioni del 4 Marzo in Italia: come si vota all'estero

“Ogni giorno può essere uno di trionfo se mantieni viva la tua curiosità."


Visto che in molti ci state scrivendo in privato per avere informazioni su come si svolgeranno, all'estero, le votazioni del 4Marzo, sintetizzo di seguito i vari passaggi:
1-Riceverete il plico elettorale intorno a metá Febbraio 2018;
2-Se entro il 18 Febbraio non ricevete il plico, contattate l'ufficio consolare della vostra circoscrizione per ottenere il duplicato;
    • COSA FARE SE NON AVETE ANCORA RICEVUTO IL PLICO ELETTORALE:
    • Chi non avrà ricevuto la busta potrà chiedere il rilascio di un duplicato. La richiesta potrá essere presentata a partire dal 18 febbraio 2018, utilizzando il seguente MODULO. Il modulo dovrà essere firmato e accompagnato dalla fotocopia di un documento di identità.
    • La richiesta potrà essere:
    • presentata di persona durante gli orari di apertura della Cancelleria personale
    • spedita via mail a: francoforte.elezioni@esteri.it
    • spedita via posta elettronica certificata a: con.francoforte@esteri.it
    • spedita per posta a: Consolato Generale d’Italia – Ufficio elettorale – Kettenhofweg 1 – 60325 Frankfurt am Main
  • N.B.: Il Consolato potrà spedire il duplicato per posta sino al 25 febbraio 2018 agli elettori residenti nella circoscrizione consolare di Francoforte sul Meno. 
  • A partire dal 26.02.2018 il duplicato potrà essere ritirato esclusivamente di persona presso il Consolato Generale d’Italia in Francoforte sul Meno durante gli orari di apertura dell’ ufficio elettorale.
  • Per maggiori dettagli clicca su: http://www.consfrancoforte.esteri.it/Consolato_Francoforte/resource/doc/2018/01/faq_-_2018_.pdf

    3-Nel plico troverete: a- il foglio informativo; b- Schede elettorali; c-busta piccola di colore bianco; d-lista candidati; e-certificato elettorale; f-busta preaffrancata;

    4-Seguite le istruzioni contenute nel foglio informativo e votate i candidati prescelti;
    5-Rispedite il prima possibile la busta preaffrancata;
    6-Non consegnate ad alcuno il plico elettorale. La modalitá di voto é unicamente via posta;
    7-Se venite a conoscenza di reati elettorali, informate il consolato della vostra circoscrizione consolare;
    8-Votare é un tuo diritto, non votare una tua perdita di diritto. Scegli di votare.

    Vuoi sapere come funziona la legge elettorale per la circoscrizione Estero? Dall’attribuzione dei seggi per ogni “ripartizione” al metodo di elezione dei candidati (e come ha funzionato in passato). Clicca QUI

    Per sapere invece le norme che sottendono il voto all'estero, la legge è: Legge 27 dicembre 2001, n. 459, “Norme per l’esercizio di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”. Leggi QUI

    Vuoi invece sapere come funziona la legge elettorale attualmente in vigore? Allora clicca QUI

    Se invece vuoi la lista dei simboli e dei candidati di ogni partito, clicca QUI

    Incontro al Salon: Brunch & Musica con la città

    pubblicato 23 gen 2018, 14:32 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 12 mag 2018, 04:35 ]


    Incontro al Salon: Brunch & Musica con la città

    L‘associazione IFD e.V. (Italiani a Francoforte e Dintorni) e il FrankfurterSalon hanno organizzato, insieme a tutti i cittadini di Francoforte e gli amanti della cultura italiana, il brunch domenicale "Incontro al Salon: Brunch & Musica con la città".

    L’evento si è tenuto Domenica 28 Gennaio 2018, presso il Frankfurter Salon - Braubachstraße 32, 60311 Frankfurt am Main.

    Musicisti d`eccezione il giovane violinista Nicolò Borgese, conosciuto per il suo stile unico di Jazz, e il chitarrista boliviano Luis Fernando Jordan.

    L'obiettivo dell'evento è stato quello di favorire dialogo, innovazione e scambio culturale, creando inoltre l’ambiente giusto per favorire l’incontro tra Francoforte e la comunità italiana!

    Giovanni Perrini, Presidente dell'Associazione IFD e.V. dopo aver introdotto i fondatori dell'associazione ha parlato degli obiettivi e delle nuove iniziative che l'associazione tutta vuole portare avanti in collaborazione con il Comune di Francoforte. QUI il doscorso tenuto in italiano e tedesco

    L’Onorevole Peter Feldmann, sindaco uscente di Francoforte e candidato alle prossime elezioni ha poi i
    ntrodotto il discorso sui rapporti umani ed economici tra Francoforte e l’Italia. Feldmann é rimasto poi a disposizione dei presenti per instaurare un fruttuoso scambio di opinioni con i cittadini italiani. QUI il doscorso tenuto in italiano e tedesco


    Se vuoi partecipare ai prossimi eventi dell'associazione iscriviti alla nostra MAILING LIST.


    Per approfondimenti:
    IFD e.V : www.italianiafrancoforte.com
    Frankfurtersalon: www.frankfurtersalon.de
    Nicolo Borgese: http://www.nicoloborgese.com/

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    Evento s
    u Facebook

    DIRITTO CIVILE E TASSE IN GERMANIA: SEMINARIO A FRANCOFORTE

    pubblicato 12 ott 2017, 06:04 da Italiani Francoforte

    Il Comites di Francoforte e l’associazione IFD e.V.Italiani a Francoforte e Dintorni hanno organizzato un seminario per approfondire i temi del diritto civile e le tasse in Germania in programma il 21 ottobre alle 15.45. 
    Il seminario – che gode del patrocinio del Consolato generale – si terrà nella Saalbau Griesheim (Schwarzerlenweg 57).
    Interverranno l’avvocato Ströbel e il commercialista Buscemi.
    Durante il seminario si parlerá di download film, musica e violazione diritto d’autore; affitto ed acquisto casa; dichiarazione redditi per dipendenti; assegni familiari; rimborsi spese doppie per trasferimenti lavorativi.


    Venti lezioni: Per salvare la democrazia dalle malattie della politica

    pubblicato 3 ago 2017, 04:41 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 3 ago 2017, 04:56 ]

    https://www.amazon.de/Venti-lezioni-democrazia-malattie-politica-ebook/dp/B06XKHSGX6?tag=italianiafr07-21&linkCode=w13&linkId=&ref_=assoc_res_sw_zz_dka_cra_t0_result_1&ref-refURL=https%3A%2F%2Fpartnernet.amazon.de%2Fhome%2Fwidgets%2F8002


    Venti lezioni: Per salvare la democrazia dalle malattie della politica


    "Qualcuno dovrà farlo. Conformarsi è facile. Fare o dire qualcosa di diverso può sembrare strano, ma senza quella sensazione di disagio non c'è libertà"


    Tutti i cittadini abituati da secoli alla democrazia possono facilmente cedere alla tentazione di considerarsi per sempre al riparo dai totalitarismi che hanno insanguinato il Novecento. Per Timothy Snyder, autore di opere capitali sull'Europa tra Hitler e Stalin e sull'Olocausto, questo "è un riflesso sbagliato". 

    Oggi non siamo "più saggi degli europei che nel xx secolo videro la democrazia cedere a fascismo, nazismo o comunismo. Uno dei nostri vantaggi è di poter imparare dalla loro esperienza". Per questo, Snyder trae venti lezioni dalla storia del Novecento, riportandole nel suo libro: "Venti lezioni: Per salvare la democrazia dalle malattie della politica".

    Queste venti lezioni, adattate ai giorni nostri, sono venti esortazioni per evitare di ripetere oggi, nell'era di Trump, della Brexit, dei nazionalismi e dei populismi, gli errori di un'epoca tragica. 

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    Non obbedire in anticipo alle pretese del potere. Difendi tutte le istituzioni. Opponiti al monopartitismo. Prenditi la responsabilità dell’aspetto che ha il mondo (“Se noti svastiche e altri simboli di odio cancellali”). Ricorda l’importanza dell’etica professionale. Tieni d’occhio i paramilitari. Usa la testa se per lavoro vai in giro armato. Non aver paura di distinguerti (“Può sembrare strano dire o fare qualcosa di diverso” dalla massa, “ma senza quel disagio non c’è libertà”). Tratta bene la tua lingua (“Evita le frasi che usano tutti. Fa’ uno sforzo per staccarti da internet. Leggi i libri”). Credi nella verità (“Se niente è vero, allora nessuno può criticare il potere, perché non c’è una base su cui farlo”). Indaga (“Dedica più tempo agli articoli lunghi e di approfondimento. Abbonati ai giornali di carta”). Guarda le persone negli occhi e parlagli. Fa’ politica con il corpo (“Esci di casa. Porta il tuo corpo in luoghi sconosciuti e tra gente sconosciuta”). Difendi la tua vita privata. Sostieni economicamente le cause giuste. Impara dalle persone che vivono in altri paesi. Fa’ attenzione alle parole pericolose, “come estremismo e terrorismo, emergenza ed eccezione”. Mantieni la calma quando succede l’impensabile. Cerca di essere patriottico, “che non vuol dire essere nazionalista”. Cerca di essere il più coraggioso possibile.

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    Ma soprattutto, dice Snyder nell’epilogo, non accettare la politica dell’inevitabilità – secondo cui la storia si muove solo in una direzione – e quella dell’eternità, che cerca di sedurci con un passato mitizzato e c’impedisce di pensare ai futuri possibili.
    C'è inoltre una parola che ritorna in questo libro, una parola che ha echi classici e illuministi e mantiene intatto il senso di minaccia che l'accompagna: tirannia. La storia insegna che la tirannia più insidiosa non è quella che s'impone con la violenza, per mezzo di un repentino colpo di Stato, ma quella che acquista potere attraverso una serie di cedimenti progressivi da parte dei cittadini. Per questo, se c'è una cosa che ci insegna la storia è proprio l'importanza di resistere: "Qualcuno dovrà farlo. Conformarsi è facile. Fare o dire qualcosa di diverso può sembrare strano, ma senza quella sensazione di disagio non c'è libertà".



    Fonti: 

    Sistema duale: In Germania é storia, in Italia utopia

    pubblicato 11 mar 2017, 03:30 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 14 mar 2017, 01:27 ]

    Sistema duale: In Germania é storia, in Italia utopia

    “Chi ha pazienza può ottenere ciò che vuole."
    Sul modello "alternanza scuola - lavoro". "Facciamo come in Germania". 
    Note da chi lavora all´interno di questo modello.

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    Per ragioni eminentemente storiche legate allo sviluppo specifico della scuola in Germania - processo strettamente associato alle tre grandi rivoluzioni industriali - non è possibile esportare il modello "scuola - lavoro" in altri paesi. Da noi in Assia arrivano osservatori e classi liceali e professionali in visita dall'Italia; dal Giappone; dalla Norvegia; dalla Francia; dalla Cina; dagli Stati Uniti. Prendono appunti. Ma non si dice loro la verità: cioè, che la sinergia stato (scuola) e impresa, l'unica che consente tale alternanza integrata in un contenitore formativo unitario, è prima di tutto un processo politico e culturale che parte da Bismarck e non si interrompe più. Puoi essere il miglior paese del mondo: ma non puoi improvvisarlo e non bastano 50 anni. Il maestro, il professore di scuola in Germania nasce come cinghia di trasmissione fra lo stato controllore e l'industria: insegna(va) alle maestranze o alla classe burocratica nozioni tecniche per operare in settori specifici e, pilastro di stato, ne controlla(va) la preparazione sul campo. In Italia non ci sono state rivoluzioni industriali, se non a rimorchio del Centro e Nordeuropa: la scuola, ancillare al potere elitario e non funzionale alle esigenze di massi enormi che in Germania vengono -spesso forzatamente- inurbate, formava il figlio del farmacista e del notaio, comunque il borghese che poi entrava in comune o in parlamento, chè il ricco latifondista aveva solo bisogno di imparare a gestire la proprietà (e non sempre).
    La scuola italiana, fino ai primi anni '60, non si discosta dal principio elitario, cortese e rinascimentale, del "precettore": la cultura è un lusso, spesso inutile, appannaggio solo di determinate categorie in un universo sostanzialmente contadino (il "contadino" non è mestiere, ma condizione sociale). In Germania invece era necessità amministrata su tutto il territorio da uno stato onnipresente che, dall'alto, voleva rivoluzionare il paese. 

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    L'unico che in Italia provò ad importare il modello anglo-tedesco fu Gabrio Casati. Ma fallì e capì benissimo il perchè. Poi arrivò Gentile, che invece tradusse la concezione gerarchica, elitaria e "cortese" di scuola in un modello statale e su larga scala: funzionò.
    Concludo. Per quanto obbedienti alle logiche del capitale e della produzione privata, le aziende tedesche si percepiranno sempre al servizio della cosa pubblica: un servizio spesso conflittuale, ma lo stato non è ne´ intruso ne´ nemico: non viene percepito da terziario, industria e mondo dell´impresa quale "corpo estraneo". Lo stato, parimenti, considererà le aziende come sue estensioni autonome (a volte in modo invasivo), da sostenere -ma anche da controllare-, affinchè il medesimo stato, "in primis", ne tragga beneficio. E´ uno dei pilastri portanti della "soziale Marktwirtschaft", che non è concetto buonista o di sinistra, ma storia dell´evoluzione dei rapporti integrati e integrali fra stato e industria qui in Germania. In questa mentalità e in questo contesto tu puoi proporre l´alternanza studio-lavoro. Altrimenti, è una presa in giro. Questo modello (lungi dall´essere perfetto. Certo: ti immette subito nel mondo del lavoro e rende l´economia produttiva di un paese un monolite granitico) funziona solo in due paesi: Germania e Giappone. Quando i nostri ragazzi liceali svolgono regolare tirocinio aziendale o praticantato, che fa parte del percorso formativo pubblico, noi insegnanti visitiamo le aziende come pubblici ufficiali per vedere cosa fanno e come. Poi, ne riferiamo a scuola. Le aziende, altrettanto, sostengono le scuole, anche le pubbliche. Il modello "alternanza scuola - lavoro" è dirigista; parte dall´alto e non è applicabile in paesi dove industria / iniziativa privata e mano pubblica sono dicotomici (Stati Uniti) o addirittura ostili per motivi storici (Italia). L´Italia ha regalato al mondo ottimi pedagogisti e modelli di scuola ancora in uso: ma "l´alternanza scuola - lavoro" prevede la cooperazione granitica fra pubblico e privato. Non è la storia d´Italia.


    GianMaria Raimondi

    Cosa imparare dai grandi marchi

    pubblicato 1 dic 2016, 01:22 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 1 dic 2016, 01:25 ]



    I grandi marchi: come influenzano le nostre scelte e come difenderci imparando le loro strategie...a magari applicandole alla nostra vita

    Pochi uomini hanno la virtù di resistere al miglior offerente.” 


    Nel settore dell'alimentazione, i marchi rivestono un ruolo di enorme importanza. Il marchio è un segno di riconoscimento che identifica un prodotto alimentare, e può essere dato da un nome e un logo che permettono di distinguere il prodotto dai prodotti simili, consente l’individuazione, nel tempo, di un bene sul mercato. Quando si parla di alimentazione, il potere che il marchio ha sulle persone può diventare inimmaginabile.
    In questo bellissimo documentario di Discovery Channel ITA,  il giornalista analizza come i grandi marchi mondiali siano riusciti a far leva sulla nostra mente, utilizzando dei processi cognitivi ed emozionali, per far si che il loro marchio sia percepito alla stregua di un "fratello", un parente stretto, o alla stregua dell'identitá nazionale.
    Uno stratagemma alla base del quale ci stanno studi neurologici, sociali e psicologici, tutti poi utilizzati da esperti di marketing per riuscire a far breccia nelle nostre emozioni piú intime.
    Il video é anche interessante perché offre spunti sia sul come difenderci da questa invasione dei marchi nella nostra sfera emozionale (quella che facciamo piú fatica a controllare), sia come poter utilizzare a nostro vantanggio queste conoscenze.

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    REFERENDUM POPOLARE DEL 4 DICEMBRE: COSA E COME VOTARE?

    pubblicato 2 nov 2016, 15:24 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 30 nov 2016, 07:23 ]

    Referendum confermativo della Legge costituzionale



    "L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi. [...] Se invece si sottomette a un'autorità, allora può sperare che l'autorità gli dica quello che è giusto fare, e ciò vale tanto più se c'è un'unica autorità ‐ come è spesso il caso ‐ che decide per tutta la società cosa è utile e cosa invece è nocivo."



    Se sei pigro questo articolo non fa per te.
    Se non sei pronto ad investire almeno 3-4 ore di lettura e di visione di video informativi, allora questo articolo non fa per te.
    Se non sei pronto a valutare con spirito critico le tue convinzioni ed a metterle in discussione, a fronte di nuove informazioni, allora cambia pagina e vai sui soliti siti bufalari e complottisti.

    Bene, ora che abbiamo chiarito che leggere ed informarsi sul referendum, come su tante altre materie, richiede tempo, soldi, energia mentale e spirito critico, entriamo nel cuore della materia di questo post, cioé il REFERENDUM del 4 Dicembre 2016.

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    Il referendum a cui siamo chiamati a dare il nostro parere il 4 Dicembre é forse tra i piú complessi a cui mi sia mai capitato di partecipare. Indipendentemente da chi vincerá, se il SI o il NO, ci stiamo apprestando a votare  un qualcosa che avrá un impatto gravoso sul futuro dell'Italia. E proprio per questo che, secondo me, é importante analizzarlo e capirlo bene, interpellando anche esperti, partecipando ai dibattiti e soprattutto leggere articoli ed informazioni di qualitá da siti di comprovata affidabilitá e chiaro senso critico.
    Ma cominciamo dal quesito referendario che cita testualmente: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione» approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?".

    In questo articolo non andró a discutere dei vari passaggi del referendum, ma riporteró i link di siti istituzionali e di testate giornalistiche ed informative, sia di parte che indipendenti, che trattano della materia referendaria. Alla fine, ció che conta é prima di tutto capire quali sono le implicazioni future nel caso di vittoria del SI o del NO, crearsi un'opinione quanto piú vicina possibile alla realtá. Un secondo aspetto che vorrei mostrare é anche un metodo di screening critico dell'informazione da poter poi riapplicare anche a future decisioni che dovremmo prendere nella nostra vita.
    Ovviamente, non fermatevi ai soli link che riporteró. Spaziate, approfondite, chiedete, partecipate e seguite i dibattiti pubblici. Essere un cittadino implica dei doveri, tra cui quello di seguire ed informarsi su tutto ció che concerne la Res Publica.


    Ma iniziamo subito con una serie di link istituzionali e di testate giornalistiche che ritengo abbastanza affidabili. Questi link chiariscono gli aspetti tecnici del referendum:
    1. La Costituzione Italiana

    2. Referendum costituzionale del 2016 in Italia

    3. Riforma costituzionale Renzi-Boschi

    4. Testo di legge della riforma costituzionale 2016

    5. Cosa prevede la riforma costituzionale

    6. Referendum Costituzionale 2016

    7. Tribuna Referendum del giorno 16/11/2016

    8. Cosa cambia prima e dopo per la camera ed il senato

    9. Chiarimenti sulla riforma e sulla leggittimitá del governo e del premier

    10. Sentaori eletti all'estero nelle ultime elezioni del 2013

    11. Referendum popolare: Istruzioni per le operazioni dell’Ufficio centrale per la circoscrizione Estero

    12. Voto elettronico: rischi e vantaggi:

    Di seguito invece i link ai siti che sosstengo le ragioni del SI e del NO. É importante leggerli, anche per analizzare tutti gli aspetti che magari i siti indipendenti non hanno valutato
    1. Per il SI
    2. Per il NO

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    Infine riporto gli eventi che si terranno a Francoforte da parte di entrambi gli schieramenti:
    • Per il SI
    Discutiamo insieme la Riforma Costituzionale
    Quando: Sabato 12 novembre dalle ore 18:30 alle ore 21:30
    Dove: presso "InCantina" Taunusstrasse, 6 - Frankfurt
    Evento su FacebookDiscutiamo insieme la Riforma Costituzionale
    Comunity su FacebookBastaunsiFrancoforte
    Di cosa si parlerá
    Per promuovere l'informazione e il dibattito sul prossimo Referendum costituzionale, il Comitato Basta un Sì di Francoforte organizza un incontro a cui parteciperà il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi, il 12 Novembre prossmo. Il dibattito sarà seguito da una cena (a menù fisso, buffet di antipasti e scelta tra due piatti di pasta al costo di 18 euro) aperta a tutti coloro che vorranno parteciparvi!
    • Per il NO
    Referendum Costituzionale: Io scelgo NO
    Quando: Domenica 6 novembre 2016, ore 16.30
    Dove: presso "Saalbau Gallus" - Seminarraum 5 ( Sala 5), Frankenallee 111, Frankfurt
    Di cosa si parlerá
    il Comitato del NO di Francoforte vi invita ad un incontro pubblico aperto a tutti, sul tema " REFERENDUM COSTITUZIONALE: IO SCELGO NO" per parlare delle modalità di partecipazione degli italiani all'estero, delle ragioni della nostra scelta, della campagna del Comitato del NO e per confrontarsi con chi invece dice "Basta un Sì".

    E se vi é ancora rimasto un po di energia, perché non utilizzarla per fare un bel sorriso. Perché, in fondo, se non si ride un po, ma che si campa a fare :-)

    Samsung Galaxy S5-ottimo rapporto prezzo-qualitá

    pubblicato 6 set 2016, 07:31 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 3 ago 2017, 03:46 ]

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    https://www.amazon.de/Samsung-Galaxy-S5-black-16GB/dp/B00IKFB4OS/ref=as_li_ss_tl?s=ce-de&ie=UTF8&qid=1473171323&sr=1-1&keywords=samsung+s5+g900f&linkCode=ll1&tag=italianiafran-21&linkId=dc98dbe0f4dbdb80696cced529a6625d

    Il vecchio iPhone della mia compagna, che non é mai andato tanto bene :-), sta tirando le cuoia e sto pensando di regalarle un nuovo e fiammante Samsung. Ma quale????
    La scelta é veramente ardua a causa dei millemila modelli, incluse le varie versioni.
    Ho dovuto quindi restringere il campo di ricerca fissando dei "success criteria" che elenco qui:

    • Buona fotocamera;
    • Lunga durata della batteria;
    • Utilizzo delle microSIM (visto che deve utilizzare la SIM che ha al momento nell'iPhone);
    • Utilizzo delle microSD (visto che ne ho diverse);

    Supponendo che i nuovi modelli da poco usciti sul mercato avessero queste caratteristiche (nella fattispecie l'S6 ed S7) sono andato a controllare le loro specifiche tecniche. E, sorprendentemente, nessuno dei nuovi modelli contiene tutte le caratteristiche sopra elencate. Infatti, sia l'S6 che l'S7 montano le Nano-SIM (ultimissima generazione di SIM), inoltre l'S6 non supporta le microSD (NON CI POSSO CREDERE), ed entrambi i modelli hanno la batteria non-rimovibile. Cioé, se stai per strada e hai la batteria quasi scarica, non puoi sostituirla con la batteria di emergenza, ma......ti devi attaccare.....ad un caricabatterie o ad un power bank :-) (test di performance analizzati con gsmarena).
    Un po sconfortato ho continuato la mia ricerca su vari forum e siti dedicati agli smartphne. 
    Con mia grande sorpresa molti utenti indicavano il Samsung Galaxy S5 G900F come ottima alternativa agli altolocati e costosi Samsung S6 ed S7 (ed alle supercostose versioni EDGE). Ovviamente, sospettoso di natura, sono andato immediatamente ad analizzare le specifiche tecniche e, grazie al sito gsmarena, le ho confrontate con le versioni S6 ed S7. Ed un sorriso é apparso sul mio volto.
    Il Samsung S5 G900F (attenzione, la versione é molto importante, QUI potete vedere quante ne esistono), il cui rilascio é avvenuto nell'Aprile del 2014, non ha nulla da invidiare ai fratelli S6 ed S7. 
    Innanzitutto la fotocamera posteriore, una 16 MP, f/2.2, 31mm, con phase detection autofocus e 
    LED flash, é praticamente la stessa dell'S6. Inoltre monta le microSIM e le microSD. Ha il sistema operativo Android OS, v4.4.2 (KitKat), che puó essere upgradato all'ultima versione, cioé la v6.0 (Marshmallow). 
    E, surprise surprise, ha una batteria, ovviamente rimovibile, che dai test risulta durare di piú delle batterie degli altri due modelli (83h, rispetto alle 73h dell'S6 e alle 80h dell'S7).
    Che dire di piú. Sono andato in giro a confrontare i prezzi ed il prezzo piú basso al momento l'ho trovato su AMAZON. Ho controllato anche su notebooksbilliger, ebay, europhone, ma tutti proponevano i modelli S5mini o S5new, qualitativamente inferiori all'S5. QUindi l'ho comprato, ovviamente con spedizione inclusa nel prezzo (che non fa mai male).

    Speriamo che il colore bianco le piaccia :-)


    Bambini e basta: Perché non dobbiamo dimenticare che i grandi siamo noi

    pubblicato 2 set 2016, 04:10 da Italiani Francoforte   [ aggiornato in data 6 set 2016, 07:24 ]

    Ecco a voi il libro che sto leggendo in questi giorni, complice anche il fatto di essere diventato papá da poco.
    Questo libro mi é stato consigliato da una mia cara amica psicologa, dopo che le avevo espresso i miei timori su come essere un buon papá. E devo dire che il libro risponde a pieno alle domande che ogni giorno mi pongo su come essere un buon genitore. Il libro l'ho comprato su Amazon  Germania e c'e' sia la versione per Kindle, che la versione cartacea.
    Questo libro parla di bambini: di bambini "adultizzati ", che decidono al posto dei grandi (si scelgono l'abbigliamento, la scuola o gli amici da frequentare, aiutano la mamma in crisi, concedono il loro benestare alla nuova fidanzata di papà, stabiliscono nelle separazioni come dividere il proprio tempo fra i genitori) e sono costretti a prendere posizione, schierarsi, "farsi carico". E di adulti "infantilizzati", sempre più insicuri e fragili, che non sono capaci di governare le loro vicende personali (e i loro umori) e scaricano responsabilità e compiti sui figli. E poi di bambini partner, bambini capolavori, bambini trofeo, bambini tiranni; bilingui, trilingui, schermidori, danzatori, calciatori, teatranti, cantanti, già vittime dell'"ansia da prestazione". Ma i "bambini e basta", che fine hanno fatto? Sembra che ai giorni nostri stia quasi venendo meno la libertà e il diritto a essere piccoli: a non dover fare troppo, decidere troppo, pensare troppo. Attingendo a storie di genitori in crisi ascoltate nel suo studio di psicoterapeuta e mediatrice familiare, ma anche a vicende di amici e conoscenti e, non ultima, alla sua personale storia di madre, Irene Bernardini mostra come sia nell'interesse generale che si ristabiliscano responsabilità e ruolo degli adulti per alleggerire il carico sempre più pesante che grava sulle spalle dei piccoli. E ci offre la possibilità di soffermarci un attimo a pensare a loro, ai nostri figli, e finalmente di vederli davvero per quello che sono: bambini, bisognosi di essere tenuti, sostenuti, contenuti. Di essere accompagnati con fermezza dai grandi là dove non sanno andare perché, appunto, sono piccoli e ancora non sono in grado di "accompagnarsi" da soli verso il proprio bene. "Abbiamo bisogno della loro irresponsabilità affinché dalla libertà di non dover rispondere possa nascere la fantasticheria di un mondo migliore. Abbiamo bisogno che straparlino, strapensino, che vogliano andare in pigiama sul balcone per vedere Babbo Natale anche se ci toccherà impedirglielo, oppure avvolgerli e avvolgerci nel piumino e aspettare insieme a loro finché il sonno li vincerà. Abbiamo bisogno di avere sott'occhio la loro fragile temerarietà, i terrori e l'audacia, la genialità della loro innocenza. Abbiamo bisogno di rispettarli per sentirci degni. Di proteggerli per sentirci forti. Di guardarli per sentire il bene prezioso della tenerezza. Di guardarli, ancora, e ridere di gusto. Di ascoltarli per imparare a parlare e pensare fuori dagli schemi. Abbiamo bisogno dei bambini, che sono persone intere e immature, incompiute e perfette, che cambiano ogni giorno." Un libro per tutte le bambine e tutti i bambini che hanno bisogno che noi siamo grandi. E per tutti noi, donne e uomini, genitori e non solo, che abbiamo bisogno che i bambini siano piccoli.

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