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Ecco un film che vi consiglio di vedere. Uscito il 14 gennaio, due settimane prima della giornata della Memoria, "Il labirinto del silenzio", il primo lungometraggio firmato dal regista e attore italotedesco Giulio Ricciarelli racconta di Johann Radmann, un procuratore di Francoforte (siamo nel 1958) che indaga su una cospirazione messa in atto per coprire la connivenza con il regime nazista di importanti personaggi pubblici. Selezionato dalla Germania per la candidatura all’Oscar come film non in lingua inglese, verrà presentato agli studenti di alcune scuole italiane. Il film è entrato nella cinquina dei film stranieri per il Golden Globe.
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Il labirinto del silenzio racconta la storia di un giovane pubblico ministero che decide di mettersi alla ricerca della verità alla fine degli anni ‘50. Combattendo contro ogni ostacolo immaginabile, supera i suoi limiti e quelli di un sistema, dove è più facile dimenticare che ricordare. Sullo sfondo di eventi realmente accaduti, Il labirinto del silenzio getta uno sguardo molto personale e particolare sullo stile di vita degli anni del "miracolo economico", l’era delle sottogonne e del rock'n'roll, in cui le persone volevano solo dimenticare il passato e guardare avanti. Il film racconta in maniera emozionante un capitolo poco noto di quegli anni, che fondamentalmente hanno cambiato il modo in cui la Germania guardava al suo passato. Un’emozionante storia di coraggio, responsabilità e di lotta per la giustizia.
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